“Ministro, così la scuola muore” Scuola

“Ministro, così la scuola muore”
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Un’insegnante esprime apertamente il dissenso per l’istruzione pubblica sempre più in crisi. E la risposta…

Francesco Profumo

In queste ore sono rimasto colpito da una missiva inviata al Ministro Profumo da un’insegnante di Lettere di Gorizia mia conoscenza personale e di cui conosco la preparazione culturale, la prof. Loredana Rasura che senza mezzi termini ha punzecchiato il rappresentante massimo dell’istruzione sulle condizioni desolanti della scuola italiana.

La risposta del Ministro Profumo, in puro stile burocratese è giunta dopo una settimana ma vale la pena leggerla, pesandone le parole e soprattutto comparandola al grido di dolore della professoressa, generato da una vera esperienza sul campo della didattica scolastica.

La scuola italiana non merita più di essere immolata sull’altare del risparmio, semplicemente perché la cultura dei nostri ragazzi è e sarà il motore della nostra rinascita in tutti i campi. Di questo ne siamo consapevoli ma desidereremmo che anche i nostri rappresentanti delle Istituzioni scendessero dalle loro patinate stanze, e si sedessero in qualche vecchio e abbandonato banco di una scuola pubblica disperso nella provincia italiana.

Da: …
Inviato: martedì 26 giugno 2012 8.59
A: Capo Segreteria Ministro
Oggetto: agricoltura e foreste versus istruzione- all’attenzione del ministro del mio Stato F.Profumo
Priorità: Alta

Gentilissima dott.ssa Basilisco, mi avvalgo della sua mail per inoltrare al ministro del mio Stato, nonché della mia amministrazione – in quanto docente – una missiva personalmente ufficiale.

Nell’ossimoro risiede il contenuto della mia comunicazione, ma non è un rebus come Le paleserò a breve.

Insegno da diversi anni, ho vissuto la frontiera dello Zen di Palermo e di molte scuole a rischio ove un insegnante si trova a confrontarsi con le peggiore brutture dell’animo umano, non relative agli alunni, che di queste brutture sono vittime sacrificali – ma di un ambiente deprivato e socialmente “bestiale”, anch’esso necessitato da mancanza di istruzione, povertà, emarginazione sociale e interesse politico per un bacino ampio di elettorato ‘attivo’ utile per ritratti giornalistici dai titoli suadenti.

Fui allieva di Padre Puglisi, mi ritengo figlia di Falcone e Borsellino come ogni siciliano che dismetta le livree dei Gattopardi ed impugni la baionetta della propria coscienza morale.
Le potrei descrivere ogni girone di un inferno dantesco in cui ho vissuto in molte scuole di Palermo. Ma non è solo un problema del sud.

Le potrei ritrarre i docenti, molti, che ho conosciuto come odierni Pier Della Vigna che si domandano perchè un’amministrazione li ‘schianta’, ‘Perchè mi schiante..’ potrebbero dire in coro. Da sud a nord.

Il nostro ministero è lontano dalle nostre esigenze così come la rosa dei Beati da una scuola di periferia… periferia umana, margine sociale. Molti di noi – non generalizzo – non chiedono incrementi economici, poiché non sentiamo di appartenere ad un’azienda.

Non mi interessa il profitto di un’azienda, mi vanto di appartenere ad una amministrazione moralmente e “politicamente” influente. Politicamente nel senso della “polis” non nel senso della politica strumentale odierna.

Ministro del mio Stato, in cui credo ed in cui insegno a credere, domandateci di cosa abbiamo bisogno noi docenti. Ministro, vi interessa saperlo?

Vi interessa sapere di cosa hanno bisogno gli alunni che saranno il futuro di uno Stato al quale avete giurato fedeltà e promessa di difesa?

Diteci quali speranze avete nel futuro di uno Stato creato, mantenuto e difeso dal sangue di patrioti, poliziotti, giudici, preti, giornalisti.

Diteci quale gioventù saprà mantenere intatti i nostri ideali di repubblica democratica e noi vi diremo come realizzare questa Utopia di Italia che si dissolve lentamente – tragicamente- sotto gli occhi di ogni osservatore straniero, non dei nostri, distratti da prototipi commercialmente interessanti, che scrutano ammiccanti farfalline e dimenticano la genialità di padre Leonardo, Dante, Parini, Alfieri…

Dateci l’opportunità di essere più bravi come docenti – riempiteci di libri da macero nelle biblioteche scolastiche, le LIM potete risparmiarle, non abbiamo aule così capienti e poi il modello TV non ci interessa.

Ambiamo a sviluppare una tipologia umana differente da quelle maieuticamente portate alla ribalta da Maria De Filippi, peraltro ottima intelligente manager di bisogni giovanili: purtroppo noi cerchiamo i problemi, non ci interessano le facili situazioni. Siamo economicamente privi di interesse. Dateci tutti i computer vecchi, ne faremo abilità nuove.

Dateci tutti gli armadi dismessi, regaleremo agli alunni la gioia di andare a scuola in bici o saltellando invece di gravarli con quintali di libri che vi costeranno in cure sanitarie per le loro colonne vertebrali massacrate.

Dateci ingressi gratuiti per insegnanti ed alunni fino ai 14 anni ai cinema e ai musei e vi assicuriamo migliaia di fruitori del cinema in età adulta. Adulti che preferiranno biblioteche, cinema, mostre ai panini di plastica e alle discoteche dove si beve e si mastica la morte.

Quanti giovani muoiono o rimangono invalidi per l’abuso di alcool o droghe! Rappresentano un costo immenso per la sanità, ragionando in termini economici – orribili seppur attuali -.

Sostituiamo l’invalido, il malato, l’adulto mancato con il lavoratore attivo, intellettualmente valido, -buon genitore e propulsore di interesse per la vita – con questa gioventù addolorata.

Noi sappiamo farlo, o almeno ci sforziamo in tutti i modi di farlo, con successi e grandi dolori.
Ma i Padri ci insegnarono che il dolore è insegnamento, per cui lo accoglieremo sempre come primo strumento di consapevolezza, primario strumento di appartenenza alla vita, quella che riteniamo- senza facili illusioni di immortalità – l’esser trafitti da un raggio di sole prima della sera…che nessuno sfuggirà..ma regaliamo ai nostri giovani immensi, estesi caldi raggi di sole.

Facciamolo, è così facile. Lo so, è così arduo. Perché? Vorrei una risposta..perché?
Perché non si vuol creare un’umanità migliore, lavoratori appagati, insegnanti sereni, alunni lieti, bravi genitori, cittadini colti?

Ho una risposta, in un breve dialogo con una deliziosa esercente..

Esercente: “In banca hanno l’aria condizionata, si muore dal freddo e voi a scuola?
Io:” 35 gradi per dodici ore di lavoro, tra esami scrutini ricevimenti genitori, relazioni etc…”
Esercente:”E perchè da voi non c’è l’aria condizionata? ”
Io”Siamo economicamente irrilevanti, non meritiamo attenzione…”
O forse no…
Cordialmente, Loredana Rasura

PS: il dubbio ..ma perché molti funzionari del ministero del’istruzione erano funzionari “per le foreste?” Il nesso dove si trova???? Sarà forse la Selva di Dantesca memoria…?

—-Messaggio originale—-
Da: caposegreteria.ministro@istruzione.it
Data: 03/07/2012 11.11
Ogg: R: agricoltura e foreste versus istruzione- all’attenzione del ministro del mio Stato F.Profumo –

Gent.le Prof.ssa, ho letto la sua mail che, indubbiamente, mi ha profondamente colpito per la lucidità con cui descrive le sue esperienze. È vero che il ruolo del docente nella società attuale non è sufficientemente valutato soprattutto per chi come lei opera in realtà estremamente difficili.

A volte ci si sente abbandonati anche dallo Stato, si lavora spesso e soprattutto per amore più che per guadagno e ci si sente frustrati pensando che nessuno stimi o valuti l’impegno che, come dice lei, è spesso volto “a regalare ai nostri giovani immensi e distesi caldi raggi di sole”.

Lo so che le parole possono poco in questi casi ma la solidarietà, accompagnata da una maggiore consapevolezza delle vostre necessità sarà il mio impegno per il futuro.
Un grazie profondo per quelle che lei ed i suoi colleghi comunque stanno operando.


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Recent Comment

  1. Valerio

    Ottima soluzione quella di scappare dalla realtà dello zen e del palermitano! Meno male che non tutti i docenti ragionano così! Egregia docente non si vanti di essere figlia di Falcone e Borsellino loro hanno lottato per la loro terra lei come una vile l ha abbandonata! Nessuna stima!!

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