Il dramma italiano della violenza sulle donne Mondo, Società

Violenza sulle donne
Il dramma italiano della violenza sulle donne
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Violenza sulle donneDomenica 25 novembre è stata la giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Parliamo volutamente di questa piaga sociale a distanza di qualche giorno, per rivolgere nuovamente l’attenzione su questo problema, anche dopo che sono calati i riflettori mediatici.

Nel nostro Paese sono già più di 100 le donne decedute a causa degli uomini, in gran parte i partner, e migliaia le denuncie di percosse e maltrattamenti. In nome di un’auspicata “nuova cultura” che veda un maggior rispetto nei confronti del gentil sesso, cerchiamo di capire i motivi che inducono gli uomini a uccidere le loro compagne.

Gli esperti parlano di una differente impostazione genetica che ci portiamo dietro dai tempi della clava: in quel contesto, l’uomo era colui che provvedeva alla famiglia e che doveva proteggerla, anche a costo della violenza. Con il passare del tempo, gli stili di vita sono fortunatamente mutati, ma l’idea di fondo che il gentil sesso fosse soltanto programmato alla procreazione, senza una propria autonomia decisionale, è ancora nel DNA di molti ragazzi.

È in quest’ottica, certamente errata e in nessun modo giustificabile, che si consumano i “delitti passionali”, espressione che intrinsecamente tenta di giustificare l’omicidio in nome di un valore nobile come l’amore.

Agli albori del terzo millennio l’uomo non ha imparato ad accettare la parità tra i sessi, al di là della facciata. Il modello patriarcale che vigeva nelle famiglie di ogni ordine e grado in Italia, fino a pochi decenni fa, supportato da legislazioni che “perdonavano” l’adulterio maschile e il delitto passionale, non è stato superato dai maschi, troppo schiacciati da una legittima emancipazione femminile e frenati dall’insicurezza di fondo. L’uccisione, così, o la violenza sulle donne diventa una tragica alternativa al non affrontare i propri blocchi interiori.

La denuncia al primo schiaffo ricevuto è una forma di difesa legale, da tutti raccomandata prima che la situazione degeneri. Tuttavia, per un cambio di cultura c’è bisogno di ben altro: la formazione dei giovani uomini fin nell’età scolare, deve abbinarsi a un’adeguata educazione familiare, dove spesso è proprio la donna-madre a continuare il circolo vizioso che porta ai tristi fatti di cronaca.

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