Verso la fine della pasta? Musica, Salute, Società

Verso la fine della Pasta
Verso la fine della pasta?
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Verso la fine della PastaL’Italia nell’immaginario collettivo mondiale è rappresentata da vari simboli, tra cui la pasta. Per cui il titolo del settimanale americano Newsweek “The end of pasta” non è piaciuto a molti connazionali, da sempre attaccati al mito della pastasciutta! Lo studio giornalistico evidenzia il problema del riscaldamento globale che danneggia le colture di frumento, con raccolti più magri in tutto il mondo.

Il titolo evocativo, da taluni ritenuto apocalittico, si aggancia ai deludenti risultati dell’ultimo summit dedicato al clima, che ha sfornato una flebile dichiarazione di intenti per la diminuzione dell’inquinamento. L’emissione massiva di anidride carbonica provoca il famigerato aumento dell’effetto serra. Le conseguenze sono già visibili da anni: oltre al progressivo scioglimento dei ghiacci si notano estati più torride e, appunto, raccolti di grano messi a rischio dalla siccità.

Studi di università americane hanno attestato che aumenti di qualche frazione di grado della temperatura hanno ridotto i raccolti del 5,5%. Se questa tendenza venisse confermata nel medio periodo, nell’arco di qualche decennio potrebbe esserci una flessione di circa il 30% della produzione cerealicola.

Intanto le aziende produttrici di pasta non stanno a guardare, e da tempo hanno mutato la loro strategia di approvvigionamento del grano. La Barilla ad esempio spinge i suoi produttori a coltivare grani più resistenti alla siccità, e in altre aree del mondo.

Insomma, il titolo di Newsweek al momento sembra troppo allarmistico, ma i cambiamenti climatici e le scarse misure volte a ridurre l’effetto serra devono farci riflettere. Soprattutto quando siamo davanti a un piatto fumante di pasta!

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