Addio all’ultimo solitario delle Galapagos Scienza & Tech

Addio all’ultimo solitario delle Galapagos 3
Addio all’ultimo solitario delle Galapagos
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Addio all'ultimo solitario delle Galapagos.

Con la conclusione del suo ciclo biologico si è estinta definitivamente tutta l’intera sottospecie delle tartarughe dell’isola Pinta (nome scientifico: Chelonoidis nigra abingdoni): Lonesome George era un simbolo non solo delle Galapagos ma anche della natura da proteggere e tutelare e si è spento a circa cento anni (i biologi ritengono che approssimativamente la sua età doveva aggirarsi intorno al secolo) per cause che verranno chiarite dagli scienziati grazie ad analisi post-mortem che verranno eseguite sulla tartaruga gigante.

Icona delle Galapagos – L’uomo che da quarant’anni si occupava della cura della creatura più rara e preziosa del mondo, Fausto Llerena, è stato colui il quale ha trovato Lonesome George morto nel suo recinto nella mattinata del 24 giugno: dal 1972 la tartaruga viveva all’interno del Galapagos National Park, nello Stato dell’Ecuador, ovvero da quando uno scienziato ungherese incappò accidentalmente in un esemplare di sottospecie che si credeva ormai estinta. Immediatamente entrato nel programma di riproduzione del parco nazionale, non è riuscito, tuttavia, a mettere al mondo una prole: in due diverse occasioni è stato fatta accoppiare con delle femmine appartenenti a sottospecie molto vicine geneticamente alla sua (l’una proveniva dall’isola Española, l’altra dal vulcano Wolf) ma, in entrambi i casi, l’impresa non è andata a buon fine. Per le difficoltà legate alla sua sopravvivenza e alla conservazione della sua sottospecie, Lonesome George, era diventato negli anni un simbolo indiscusso delle isole Galapagos che, ogni anno, attirava circa 180 000 visitatori.

Cause dell’estinzione – Il suo decesso è avvenuto in un’età relativamente giovane, se si considera che gli esemplari di altre sottospecie di tartarughe delle Galapagos arrivano a vivere anche fino a duecento anni: ma cosa ha portato i consimili di Lonesome George a scomparire del tutto dall’arcipelago dell’Ecuador? Un tempo questa tartaruga era ampiamente diffusa sul territorio ma, già verso la fine del XIX secolo, si trovò sul punto di estinguersi a causa dei marinai e dei pescatori che cacciavano le testuggini per nutrirsi della loro carne. La successiva introduzione delle capre nel loro habitat ha assestato il colpo definitivo alla sottospecie dell’isola Pinta: oggi la morte dell’ultimo esemplare ha portato alla definitiva sparizione della Chelonoidis nigra abingdoni. Restano circa 20 000 tartarughe di altre sottospecie disseminate nell’arco dell’intero arcipelago, le cui differenze tra le caratteristiche furono tra gli elementi che aiutarono Charles Darwin a formulare la sua teoria sull’evoluzionismo: il corpo di Lonesome George, che molto probabilmente verrà imbalsamato, servirà ancora agli studi e allo osservazioni delle future generazioni. In mancanza della natura distrutta dalla superficialità umana, ci si accontenterà di un simulacro.

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