Alitalia taglia, la crisi non scherza più Economia

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Esuberi amministrativi, hostess e piloti in eccesso. Ccompagnia aerea vara riduce personale: meno voli

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Alitalia taglia personale e voli

Anni di sprechi, soldi buttati al vento ed eccessi: i conti ora non tornano più e in arrivo c’è la “madre” di tutte le sforbiciate. Alitalia si prepara al taglio del personale. «Non saranno i mille di cui si parla» aveva detto il neo amministratore delegato Andrea Ragnetti e alcune indiscrezioni indicano intorno a 600 dipendenti, in particolare nel bacino del personale amministrativo a vario livello.

Fonti sindacali temono, però, che il numero degli esuberi sia ben più alto, coinvolgendo in modo consistente anche gli assistenti di volo (alcune centinaia) e in modo più contenuto i piloti (alcune decine). A cui andrebbero aggiunti i lavoratori stagionali, cioè assunti a tempo determinato (la forza media impiegata è di 500 unità), che non essendo forza lavoro strutturale non costituiscono esuberi, ma non avrebbero più il rinnovo.

Una soluzione alternativa alla cig, si ragiona in ambienti sindacali, potrebbero essere i contratti di solidarietà a rotazione per hostess e steward con contratto a tempo indeterminato. Anche perché, la cassa integrazione non avrebbe più la copertura dell’80% dello stipendio lordo attraverso il Fondo straordinario di garanzia del trasporto aereo che è stato tagliato e con la nuova Cig lo stipendio lordo sarebbe poco più di mille euro. Forse quelle sindacali appaiono stime pessimistiche, oppure si basano sul ragionamento che la domanda di trasporto aereo si è sensibilmente contratta, che a causa della crisi altre grandi compagnie aeree nel mondo stanno tagliando migliaia di posti di lavoro, e che l’Alitalia, dopo la cassa integrazione e la mobilità volontaria fino a 700 dipendenti concordata l’anno scorso, nel suo ‘annus horribilis’ dalla nascita nel 2009, sia destinata a ridurre tratte e ore di volo e quindi anche personale navigante. Una possibilità che potrebbe concretizzarsi se l’Antitrust in ottobre dovesse imporre ad Alitalia di cedere slot (fasce orarie di decollo e atterraggio) sulla Roma-Linate ad altre compagnie.

L’ipotesi sindacale di esuberi fra assistenti di volo e piloti in Alitalia prevede un numero inferiore di fuoriuscite nel caso di proposta di riassunzione in CityLiner, il braccio regionale (tratte di corto e medio raggio) della compagnia in cui gli stipendi sono più bassi.

Sullo sfondo c’è la trattativa per la definizione del nuovo contratto (che coinvolge circa 100mila addetti) che i sindacati confederali vogliono «unico di settore» e le compagnie associate ad Assaereo (in cui Alitalia è tornata di recente) «unico di vettore» distinto da quello dei lavoratori di terra degli handler. Mercoledì 18 luglio è previsto un nuovo incontro dei vettori nella sede della loro associazione.

Intanto, l’Antitrust ha in programma di esprimersi sull’acquisizione di Wind Jet da parte di Alitalia mentre l’Enac ha convocato con urgenza la compagnia siciliana su recenti disservizi su voli da e per Palermo e per verificare il mantenimento dei requisiti della compagnia rispetto alla capacità operativa.

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