Capitalismo e guerre finanziarie, un legame inscindibile Percorsi

Capitalismo e guerre finanziarie, un legame inscindibile
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Il capitalismo è ricerca continua di predominio planetario, perciò le guerre sono la sua condizione abituale. Guerre permanenti, di aggressione finanziarie, commerciali, geopolitiche, ideologiche, etniche, mediatiche, dirette contro i popoli del mondo, ma anche contro altri capitalisti concorrenti. E’ il caso delle guerre finanziarie descritte qui, di cui si parla pochissimo.

Ma nelle guerre finanziarie intercapitalistiche le cose vanno ben diversamente, qui il conflitto su interessi contrastanti non consente mediazioni: il capitalismo concorrente va sottomesso ad ogni costo.

"Maledetta primavera" di Fulvio Grimaldi

“Maledetta primavera” di Fulvio Grimaldi

Ci illustra molto bene queste dinamiche conflittuali un articolo di Mahdi Darius Nazemroaya, pubblicato in italiano con il titolo “Guerre valutarie: quali sono i veri obiettivi dell’embargo UE contro l’Iran? “. Mahdi Darius Nazmroaya è un sociologo impegnato che ha ricevuto molti premi internazionali per i suoi reportage. Ricercatore del “Centre for Research on Globalization (CRG)” è stato testimone diretto della “primavera araba”, di cui parla anche Fulvio Grimaldi nel suo video “Maledetta primavera”. Ha vissuto in Libia i bombardamenti della NATO e l’occupazione di quel Paese. E’ un testimone qualificato e affidabile.

Riassumo qui quanto Mahdi illustra nel suo articolo, aggiungendovi un mio breve commento. Contro chi è diretto L’embargo petrolifero della UE contro l’Iran? Si chiede l’autore. Chi avvantaggia e chi danneggia? Danneggia più l’Iran o la UE? Le risposte sono sorprendenti…

Mahdi rievoca la storia dell’illegale embargo petrolifero navale britannico contro il regime di Teheran (Mossadeq), seguito dal colpo di stato USA-UK del 1953 che  trasformò lo Scià di Persia,  da figura costituzionale a monarca assoluto e dittatore, come i sovrani di Giordania, Arabia Saudita, Bahrain e Qatar. L’Iran fu trasformato in una notte da monarchia costituzionale democratica in dittatura.

Come negli anni ’50, oggi l’embargo sul petrolio contro l’Iran è legato al cambio di regime. Allora si usò il pretesto del “comunismo sovietico”, oggi quello delle armi nucleari e del “terrorismo”. Ma la questione riguarda obiettivi geopolitici che vanno oltre i confini dell’Iran.

Il principale cliente del petrolio iraniano è la Repubblica Popolare Cinese. L’Iran esporta 543.000 barili di petrolio al giorno verso la Cina. Gli altri clienti di grandi dimensioni sono India, Turchia, Giappone e Corea del Sud. La UE rappresenta solo il 18% delle esportazioni di petrolio iraniano. L’Iran può sostituire le vendite di petrolio alla UE con nuovi acquirenti o incrementando le vendite, ad esempio, a Cina e India. Quindi l’embargo non danneggia affatto l’Iran, semmai la UE che perde l’importazione di greggio da quel Paese.

Invece premia il dollaro USA, basato sui petro-dollari e sul commercio del petrolio a scala mondiale, che aiuta a sostenere il prestigio internazionale del dollaro USA. Secondo il Fondo monetario internazionale (FMI), sia il dollaro che l’euro costituiscono insieme l’84,4% delle riserve valutarie mondiali scambiate alla fine del 2011. Il dollaro USA da solo, ne copre il 61,7% , cioè la maggior parte delle riserve valutarie mondiali scambiate nel 2011.

Perciò dollaro USA ed euro sono valute, al tempo stesso rivali ed alleate. Entrambe lavorano insieme contro le altre valute, anche se sembrano essere sempre più controllate da centri di potere finanziario (la cupola).

Nella rivalità tra euro e dollaro gli iraniani volevano mettere l’euro in un sistema di petro-euro, con la speranza che la competizione tra dollaro ed euro rendesse la UE alleata dell’Iran, scollegandosi dagli USA. Poi l’Iran ha capito che la UE , contro i suoi interessi, è sottomessa agli USA ed è guidata da capi corrotti.

Così l’Iran ha abbandonato l’uso di entrambe queste valute. Iran e India pagano in oro il petrolio iraniano. Il commercio iraniano-russo viene condotto in rial iraniani e rubli russi, mentre il commercio iraniano con la Cina e altri paesi asiatici, viene effettuato utilizzando il renminbi cinese, Rial iraniano, yen giapponese e altre valute che non siano il dollaro e l’euro.  L’euro avrebbe potuto essere il grande vincitore in un sistema di petro-euro, la UE ha lavorato contro ciò. “L’embargo petrolifero della UE contro l’Iran ha solo piantato i chiodi nella bara” conclude Mahdi. E noi ancora confondiamo la UE con l’Europa!

La fine delle esportazioni di petrolio iraniano verso la UE e il declino dell’euro vanno direttamente a beneficio degli Stati Uniti e del loro dollaro. Nella UE saranno le economie dei membri più fragili , come la Grecia, la Spagna e Italia, che saranno ferite dall’embargo  petrolifero UE contro l’Iran. Piero De Simone, uno dei leader dell’Unione Petrolifera d’Italia, ha avvertito che circa 70 raffinerie di petrolio dell’UE potrebbero essere chiuse. Questo comporterà altra disoccupazione e altra miseria.

Tutto ciò produrrà l’aumento continuo dei prezzi, che vanno dal cibo ai trasporti, e non sarà limitato alla UE, ma avrà ripercussioni . Le economie in America Latina, Caraibi, Africa, Medio Oriente, Asia e Pacifico si troveranno ad affrontare nuove difficoltà. Ma per il capitalismo USA tanto disastro economico-sociale non avrà alcun rilievo, perché i padroni del mondo sono anche i nemici del mondo.

Mahdi passa poi ad analizzare il rapporto tra guerra armata alla Libia (fatta) e guerra all’Iran (da fare). La guerra in Libia aveva molti scopi. I fini perseguiti sono stati i seguenti: (1) impedire l’unità africana,(2) scacciare la Cina fuori dall’Africa, (3) controllare le riserve strategiche energetiche più importanti, e (4) preservare le forniture di petrolio nello scenario di conflitti degli USA contro la Siria e l’Iran.

Ciò che la guerra della NATO alla Libia aveva come scopo, era assicurarsi la produzione petrolifera dalla Libia, perché c’era la possibilità che la Libia del Colonnello Gheddafi potesse sospendere le vendite di petrolio all’Unione europea, a sostegno della Siria o dell’Iran in possibili conflitti con USA, NATO e Israele. La stessa storia si sta ripetendo ora con la Siria.

Gli interventi UE sull’isolamento iraniano sono bravate “psicologiche”: infatti Brasile, Russia, Cina, India, Iraq, Kazakistan, Venezuela e altri paesi dello spazio post-sovietico, Asia, Africa e America Latina, hanno rifiutato di aderire alle sanzioni contro l’economia iraniana. Ulteriore isolamento della UE nel mondo!

Penso che il qualificato e documentato testo di Mahdi, con qualche commento dello scrivente, faccia giustizia della propaganda e delle menzogne che i nostri imbonitori mediatici ci propinano quotidianamente. Criminalizzano i legittimi governi di Iran e Siria; ci raccontano delle meraviglie della UE dell’euro, di Draghi e di Monti; ci mostrano gli abbracci tra governanti USA ed europei; non ci dicono che la Gran Bretagna è da sempre il cuneo USA che lavora contro l’Europa ed i suoi popoli.

Vergogna e ripudio dunque per questi mistificatori e per quei partiti, italiani e non, che sostengono l’FMI, la UE, la BCE, l’euro, gli USA, la NATO e il sionismo assassino di Israele.

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