I rifiuti di Roma: Malagrotta prima, durante e dopo



Roma in subbuglio. L’individuazione di una nuova discarica a Monti dell’Ortaccio fa tremare la Valle Galeria per i rischi ambientali. Protesta dei cittadini

I rifiuti di Roma: Malagrotta prima, durante e dopo 1

la discarica di Malagrotta

Malagrotta, la discarica di Roma, che può essere considerata la più grande d’Europa, è entrata nel dibattito nazionale durante la campagna per la presidenza della Regione Lazio del 2010 tra le contendenti Emma Bonino e Renata Polverini, che vide allora quest’ultima vincitrice per uno scarto di poche migliaia di voti.

Ricordate? Nel gennaio 2010 era già  campagna elettorale: “Chiaro che la discarica di Malagrotta è arrivata al limite e la raccolta differenziata non è a un livello tale da permetterci altri tipi di smaltimento … la discarica di Malagrotta deve chiudere, ma non è possibile pensare di esportare i rifiuti in provincia;”(Emma Bonino). Solo nell’agosto 2012 : la discarica romana più grande d’Europa sta per essere definitivamente chiusa:“Fare una discarica a Monti dell’Ortaccio, a neanche 800 metri in linea d’aria da Malagrotta sarebbe una scelta scellerata, un proseguimento della discarica” – Dal movimento dei cittadini della Valle Galeria, portavoce Angelo Vastola dal Messaggero.it 24/08/2012

Malagrotta – 1 e 2 – è oltre il culmine. Tra proroghe e gassificatori “ingolfati” è dal 2010 che c’è chi sostiene sia un’area inutilizzabile ed esausta. Ora la discarica sta per chiudere, è impossibile ingolfarla ancora, ma dove spostare i rifiuti romani? Come sempre il problema in Italia è questo, dove “scaricare”?

A Luglio 2011 la Polverini, durante una festa del PdL annunciava: “Realizzeremo impianti modello. Inoltre chiederò al ministro della Salute, al Cnr e all’Enea di istituire una commissione aperta agli amministratori locali” riferendosi al progetto nell’area di Pizzo del Prete a Fiumicino. L’undici giugno 2012 il Messaggero.it titola Polverini: «Pizzo del Prete
non si tocca, meglio Corcolle»; la Provincia di Roma individuò 12 siti “papabili” tra i quali appunto Pizzo del Prete, a quel punto vi fu l’indisponibilità assoluta della Regione, anche se l’area era perfetta per il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini. Dunque per la Polverini è Corcolle il sito migliore, tanto da affermare “su questo io ci ho messo la faccia!”

Il 5 aprile 2012 i Consiglieri regionali Radicali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, presentano un’interrogazione a risposta scritta: gassificatore ed impianti di TMB a Malagrotta – domanda che è regolarmente inserita nel sito ufficiale del Consiglio Regionale del Lazio, ma per quanto riguarda la risposta, se mai è stata data, non c’è alcun allegato.

Giorni nostri, in un caldo agosto 2012, Malagrotta è un problema da gestire “rapidamente e con urgenza”; il Commissario Sottile indica, come discarica “provvisioria” Monti dell’Ortaccio; 800 metri in linea d’aria da Malagrotta; praticamente il proseguimento di una discarica in Val Galeria, territorio che risulta già altamente danneggiato a livello ambientale.

Inevitabili sit-in e manifestazioni di protesta che si stanno organizzando: sit-in sabato 25 agosto a metà strada tra la vecchia discarica e il “nuovo provvisiorio deposito”, dalle 8 tra via della Pisana e via Malagrotta; per il 4 settembre invece il comitato “il Popolo della nebbia” ha organizzato una fiaccolata con partenza alle ore 20 dalla chiesa di Ponte Galeria, via Portuense.

Poteva “ridursi” tutto ad un problema logistico? Certamente no se valutiamo i rifiuti come un business; accordi, appalti, interessi. Insinuazioni? Diffamazioni? Altarini scoperti? Chi può dirlo adesso? La vicenda è certamente interessante ovvio!

Mentre qualcuno si scontra sulle fette da spartire, gli interessi da mantenere e gare più o meno da gestire riguardiamo il rapporto Ispra 2010 che venne consegnato alla Polverini da alcuni esponenti dei Verdi nel settembre 2011, si parla di disastro ambientale e un’area completamente compromessa, alcune righe sulle falde acquifere: «Il quadro qualitativo delle acque sotterranee nell’area di Malagrotta – si legge nell’indagine – risulta fortemente compromesso e i dati analizzati mostrano una contaminazione diffusa su tutta l’area a causa delle attività industriali, dalla Raffineria di Roma, alla discarica di Malagrotta e al deposito De.Co., che costituiscono la pressione ambientale più rilevante su questa risorsa».

Ed ancora: «La contaminazione a carico della falda sia internamente al “polder” e quindi all’area di discarica, che esternamente ad esso, è dovuta ad un ampio range di contaminanti tra i quali i maggiormente diffusi sono metalli e Metalloidi quali Arsenico, Ferro, Manganese e Nichel, altri inorganici quali il Boro, idrocarburi aromatici, principalmente il benzene, composti clorurati cancerogeni (Cloruro di Vinile), Clorobenzeni (1,4-diclorobenzene), fenoli (Pentaclorofenolo) e idrocarburi».

Il rapporto continua e allarma, nelle prossime ore vi saranno certamente nuovi sviluppi e prese di posizione, il core business dei rifiuti la farà da padrone… qualcuno ha detto “… non dobbiamo diventare come Napoli con i sacchetti dell’immondizia in mezzo alla strada”. Non so perchè ma credo che il problema grave non sia il decoro della capitale, considerando che come da prassi, si sta andano verso una proroga per Malagrotta e i rifiuti non trattati.

Tra gli otto referendum locali proposti da “Roma si muove” c’è il quesito 7) Rifiuti Zero: “Volete voi che Roma Capitale adotti tutti gli atti e i provvedimenti necessari ad attuare la strategia Rifiuti Zero … (continua qui http://www.romasimuove.it/piu-ambiente-meno-cemento/ ) si, grazie! – attenzione, pare che veramente Roma si muove!