Costituire una società direttamente online, i piani del Governo per le startup

Costituire una società direttamente online, i piani del Governo per le startup.

Mancano ancora due settimane per conoscere quali saranno gli interventi in favore delle startup elaborati da Corrado Passera per sostenere ed incentivare le nuove imprese. Il Ministro si è avvalso di una task force ad hoc coordinata da Alessandro Fusacchia che si è occupata di raccogliere feedback e richieste da parte del mondo degli startupper e di certo molti input sono arrivati dall’incontro tra lo stesso Passera e i giovani imprenditori lo scorso maggio all’H Farm di Riccardo Donadon. Secondo quanto anticipato dal Corriere della Sera e dal Sole24Ore, il Governo starebbe prendendo al vaglio l’ipotesi di dare vita ad una iSrl, ovvero una società a responsabilità limitata costituibile con un semplice click.

Per avviare un’impresa, se le voci saranno confermate, sarà necessaria soltanto una comunicazione online alla camera di commercio ed un capitale minimo di un euro. Inoltre per i primi 4 anni di vita dell’attività saranno sospesi gli obblighi di ricapitalizzazione e saranno concesse possibili esenzioni dal divieto di offerta al pubblico di quote di srl startup. Si tratta di interventi importanti che potrebbero immettere nuova linfa vitale al made in Italy di nuova generazione ma che rischiano di creare qualche malumore per il limite di 35 anni imposto per godere di tali benefici, un blocco incomprensibile se si pensa che le difficoltà nell’aprire una nuova attività (uno dei motivi principali dell’impasse economico in cui si trova l’Italia) non riguardano soltanto i giovani imprenditori e che un impulso all’intero settore produttivo porterebbe una crescita occupazionale di cui sarebbero i giovani stessi a fruire per primi.

Oltre al nuovo tipo di società, sempre secondo le anticipazioni, il Governo starebbe pensando ad una serie di interventi per promuovere il processo di alfabetizzazione digitale del nostro paese, come l’istituzione di un “domicilio digitale”, con l’assegnazione di una pec per ogni cittadino, e per rilanciare il commercio elettronico, con la possibilità di effettuare pagamenti elettronici per tutte le imprese pubbliche, oltre alla creazione del tanto discusso (e mai realizzato) catasto delle reti.