Mobilità sicura ed eco-compatibile: siamo tutti pedoni! Economia, Società

Mobilità sicura ed eco-compatibile: siamo tutti pedoni!
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La spinta dei vari governi a sostegno del trasporto privato su gomma sta producendo pesanti danni in termini di inquinamento, sicurezza stradale, morti e feriti sulle strade, economia  e dolore delle famiglie

Mobilità sicura ed eco-compatibile: siamo tutti pedoni! 3

“siamo tutti pedoni”

Una mobilità sicura ed eco-compatibile che garantisca i diritti dei pedoni e la incolumità di tutti, a partire dai più deboli – pedoni e ciclisti – implica modelli di produzione, di trasporto e di spostamento alternativi a quelli attuali. Per raggiungere questi obiettivi è nata nel 1990 la “Associazione diritti dei pedoni” (ADP) di Roma e Lazio, aderente a “Camminacittà” di ambito nazionale. Siamo tutti pedoni, per una parte almeno del nostro tempo e delle nostre vite. Ecco una breve sintesi della sua attività e dei risultati.

Nicola Vito De Russis, presidente di “Camminacittà” e della ADP di Roma e Lazio, è uno straordinario personaggio, che affronta con competenza, originalità e tenacia problemi vitali e storici della mobilità sicura ed eco-compatibile, largamente trascurati dalle Istituzioni di ogni livello. In questi giorni ha rievocato, da par suo, la scomparsa dell’architetto Italo Insolera, illustre urbanista che ha dedicato la sua vita ai temi dell’ambiente, dell’abitabilità e di una mobilità alternativa a quella dominante : spostamento su ferro più che su gomma, lotta all’inquinamento ambientale e automobilistico, sicurezza stradale, rispetto delle norme urbanistiche e della vivibilità urbana.

Sono problemi che riguardano tutte le città del mondo, in particolare quelle europee: in Italia essi hanno un picco di gravità e di insensibilità diffusa, per una serie di ragioni che è facile intuire. La spinta storica dei governi italiani di ogni colore a promuovere e sostenere la FIAT e il trasporto su gomma (auto, camion, TIR,ecc.), le autostrade invece che i treni ed i tram, il trasporto privato invece che quello pubblico. Fenomeni che hanno prodotto e stanno producendo danni pesantissimi, in termini di inquinamento, di sicurezza stradale, di morti e feriti sulle strade, di economia  e di dolore delle famiglie.

Qualche dato indicativo della situazione italiana, con Roma picco negativo di un fenomeno devastante.

Per Roma, ad esempio il quadro rappresentato da Eurostat riceve una conferma grazie a un rapporto della Polizia Municipale di Roma relativo al periodo luglio 2003 – giugno 2004. Sostiene l’indagine Eurostat che nel confronto tra 14 capitali europee – Londra, Berlino, Parigi, Dublino, Copenaghen, Lisbona, Helsinki, Stoccolma, ecc. – Roma detiene il più alto numero di morti e feriti sulle strade con 8,37 persone coinvolte su mille abitanti e con distacchi abissali sulle altre capitali: la seconda classificata, Copenaghen, è addirittura a 1,47; Londra a 0,85; Parigi a 0,40; Helsinki, con lo 0,03 persone coinvolte su mille abitanti, è il posto a rischio minimo. Secondo i dati della polizia, tra luglio 2003 e giugno 2004, in 47.381 incidenti, sono decedute 176 persone e ben 24.642 sono state le persone ferite. Nel 2010 Roma ha ancora il primato di incidenti, morti e feriti all’anno rispetto alle altre città italiane: rispettivamente, 18.496; 182; 24.467.

Il problema dell’insicurezza stradale nella Capitale si aggrava negli anni perché mancano interventi radicali sul servizio di trasporto pubblico locale. A Roma appartiene un (non invidiato) record mondiale: 952 auto per 1.000 abitanti. Gli autoveicoli registrati sono 2 milioni e 400 mila (6% delle auto circolanti in Italia!).

I dati nazionali seguono questo trend drammatico. I dati ufficiali Istat/Aci ci dicono che in Italia nel 2010 ci sono stati 211.404 con 4.090 morti e 302.735 feriti. Il 75,6% di questi incidenti hanno interessato le strade urbane con 1.759 morti (43% del totale) e 218.383 feriti(72,1% del totale). Si muore di più nei giorni di domenica e sabato, con un picco verso le ore 18. Le vittime sono soprattutto pedoni, ciclisti, motociclisti, anziani, giovani che diffondono lutti in migliaia di famiglie, pesantissimi danni materiali per la collettività (cure mediche, assicurazioni, ecc.). Nel 2010 i pedoni morti (103) registrano un massimo per gli anziani (80-84 anni); per i feriti (1.545) il massimo si colloca tra 70 e 74 anni di età. Nel 2007 ci sono stati 17 morti/g e 51 invalidi/g: di questi 627 sono pedoni, 352 ciclisti, 1.182 motociclisti. Il costo sociale stimato è di almeno 35 ML di euro/anno.

Come si vede, più vittime che in una guerra. In 6 anni (2003-09) i soldati USA morti in Iraq sono stati 4.234; in Italia, in un solo anno (2009), i morti per incidenti stradali 4.237. Com’è noto, gli incidenti stradali non fanno notizia e vengono imputati, quasi sempre, a difetti e colpe dei guidatori e delle vittime. Peraltro l’ADP sostiene che questi numeri sono approssimati per difetto (Repubblica 11/4/012), sarebbero molti di più i morti e i feriti reali (alcune centinaia in più).

Nel 2001 l’UE, a fronte di 40.000 morti/anno con un danno pari al 2% del PIL europeo, aveva emanato una serie di misure per ogni Paese dell’eurozona, in modo da ridurre del 50% in 10 anni gli incidenti stradali. Questo obiettivo è stato raggiunto e superato da molti Paesi europei – come Lettonia (-61%), Lituania (-57,5%), Lussemburgo (-54,3%) ed altri, ma non dall’Italia (-42,4%) che si colloca al 14° posto su 27 Paesi. La Commissione europea ha lanciato un 2° piano di sicurezza stradale per il decennio 2011-2020.

Alcuni rappresentanti istituzionali e giornalisti italiani tendono ad evidenziare che si è registrato un leggero calo degli incidenti stradali nel 2010 rispetto al 2009 (-1,9%): ma questa valutazione non tiene conto che il numero degli autoveicoli circolanti è calato fortemente, per effetto della crisi e del costo della benzina.

Ma indichiamo ora l’attività di ADP e Camminacittà ed i risultati finora raggiunti.

L’ADP Roma e Lazio nasce nel 1990: è membro del CRUC (Consulta regionale utenti-consumatori del Lazio), è associato a Camminacittà, membro di FEPA ( Fed. European of Pedestrians Association)  e di IFP  (International Federation of Pedestrians). Nasce per promuovere una cultura della mobilità e della vita urbana a misura umana, sicura, eco-compatibile, più economica e più evoluta. Si batte per conquistare misure strutturali e comportamenti responsabili di tutti gi utenti della strada, per incentivare il trasporto pubblico su ferro (urbano, regionale e nazionale), l’aumento dei percorsi ciclabili e pedonali, la riduzione dell’uso dell’auto privata in città e fuori, il rispetto delle norme e della segnaletica stradale. Chiede parcheggi urbani di scambio, una riduzione drastica dell’inquinamento ambientale e del rumore, recupero degli spazi verdi e accessi pedonali sicuri per uffici, scuole ed altri locali pubblici.

Promuove incontri, conferenze e dimostrazioni pubbliche, in particolare nelle scuole di ogni ordine e grado. Nonostante il forte disinteresse istituzionale  e giornalistico – con pochissime eccezioni- la penuria delle risorse e di partecipazione popolare, ha ottenuto risultati non disprezzabili, grazie soprattutto all’impegno qualificato di Vito Nicola De Russis, presidente di Camminacittà e dell’ADP di Roma e Lazio. Ha promosso e diffuso una cultura della mobilità urbana e nazionale basata sul trasporto in ferro, con la pedonalizzazione di vaste aree urbane , il rafforzamento delle piste ciclabili e dei mezzi pubblici non inquinanti (tram,filobus,bus elettrici), lo sviluppo del car-sharing e del bike-sharing (anche se con modalità diverse da quelle adottate finora), l’aumento dei parcheggi di scambio e delle piste ciclabili e pedonali. La liberazione e la predisposizione dei marciapiedi per uso sicuro dei pedoni e delle carrozzine.

Questa attività è del tutto conforme alle politiche seguite in altre città europee e del mondo, tendenti a qualificare i percorsi e la vita urbana a vantaggio di pedoni e ciclisti, di tram , filobus e mezzi elettrici. La crisi economica europea, il costo dei carburanti, l’inquinamento ambientale, i problemi del traffico e della mobilità sicura, dovrebbero moltiplicare gli sforzi di noi tutti verso modelli di spostamento alternativi. Si tratta in sostanza di un ripristino della educazione alla “convivenza civile”e alla “mobilità sostenibile”.

Nella 20° anniversario di nascita del CRUC-Lazio; nel 6° anniversario del decreto del Presidente del Consiglio che dichiara la emergenza a Roma per traffico e mobilità; nel 2° anniversario della sottoscrizione della “Carta Europea della sicurezza stradale” da parte della Regione Lazio, il bollettino ufficiale della Regione Lazio (14-8-2012) ha pubblicato un Bando per finanziare iniziative in materia di promozione/educazione alla sicurezza stradale che interessa Associazioni regionali, come l’ADP. Un altro importante successo dell’impegno di Vito Nicola De Russis. Come membro del direttivo di questa Associazione, mi rammarico di non avere il tempo di fare di più, come sarebbe necessario. Per fortuna questa cultura della mobilità sicura ed eco-compatibile si va diffondendo in ogni strato delle società moderne.

Rivolgo un appello ai lettori di questo blog di prendere coscienza dei problemi qui sinteticamente descritti, assumendo, anche personalmente, tutte le iniziative per usare e promuovere soluzioni e comportamenti virtuosi come quelli descritti. Si tratta di questioni vitali che toccano ogni essere umano ed ogni famiglia.


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