Guardie e ladri: una sola voce




Almeno 38 carceri hanno aderito nelle scorse ore alla ”Grande battitura della speranza” per una svolta sulla drammatica situazione dei penitenziari italiani

Guardie e ladri: una sola voce 1

carceri italiane come i lager

La grande battitura della speranza ha avuto il rumore che meritava. Sono oltre 30 gli Istituti Penitenziari che hanno partecipato. I Radicali stanno aggiornando la lista ogni secondo. Da Torino a Caserta, passando da Trento e fino a Lecce. L’Italia ha risposto.

La deputata Radicale Rita Bernardini “posta” su Facebook un video che titola “Gli ultimi secondi della battitura della speranza a Regina Coeli”; dalla catacomba si alzano suoni e voci, e alla fine la Bernardini, con voce soddisfatta, “Alle otto precise hanno smesso!”.

Un grande successo di adesioni al richiamo pacifico ideato dai Radicali, ci si aspetta adesso che l’attenzione richiesta dai chi vive nelle carceri – oltre ai detenuti anche il personale – sia ascoltata.

Un malessere generalizzato su tutto il Paese: tratti definiti dello stato di tortura più che detenzione; punizioni barbariche più che riabilitazione. Chiare manifestazioni di “malattia” della Giustizia italiana, ingabbiata in lentissimi processi.

Ancora ieri si è registrata l’ennesima tragedia: la Procura di Udine, infatti, ha aperto un’indagine conoscitiva sul suicidio di un detenuto del carcere cittadino, un quarantenne che si è impiccato con una cintura, il fatto è accaduto la scorsa notte ed oggi vi è stato il sopralluogo del Procuratore aggiunto Raffaele Tito e del pm Paola De Franceschi. Il Segretario generale della Uil Penitenziari, Eugenio Sarno, ricorda che “Si tratta del 36esimo suicidio in cella verificatosi dal primo gennaio ad oggi”.

Al Tg5 Marco Pannella ricorda che venticinque milioni di cittadini sono oggi coinvolti da cinque milioni di processi penali e cinque milioni di cause civili, forse è il caso che la “prepotente urgenza” sottolineata a ragione dal Capo dello Stato lo scorso anno, sia presa in considerazione anche da noi cittadini che, per colpa o errore, un domani potremmo trovarci coinvolti in un groviglio burocratico e stazionare per qualche mese in una di queste catacombe; nessuno ne risulta immune da errori di questo tipo.

C’è chi poi non sta dentro per errore ma per scelta, i volontari, il personale penitenziario, i cappellani. Ed ecco un altro “dettaglio” – se i precedenti non fossero sufficenti per sentirsi coinvolti – lo apprendiamo dalla Casa Circondariale di Vasto dove un uomo di 50 anni M.M. assistente capo della polizia penitenziaria, si è tolto la vita a luglio sparandosi al cuore con la pistola d’ordinanza proprio all’interno del carcere. Frustrazione, rabbia e senso d’impotenza lo hanno schiacciato il fatto che fosse un padre di tre figli e separato mi riporta – per impegni sociali della sottoscritta – al pensiero di quanti bambini sono vittime di questa tragedia.

«Non è più possibile assistere inermi a queste morti assurde», dice Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, «Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria accertò che i suicidi di appartenenti alla polizia penitenziaria, benché verosimilmente indotti dalle ragioni più varie e comunque strettamente personali, siano in taluni casi le manifestazioni più drammatiche e dolorose di un disagio derivante da un lavoro difficile e carico di tensioni…”

Chiudo questa “comunicazione” con un pensiero che dovremmo fare nostro, ognuno di noi dovrebbe fermarsi a riflettere: la guardia prende il ladro, il ladro deve scontare la sua colpa, le guardie devono insegnare al ladro a non sbagliare più.

Io vedo guardie e ladri trattati come “carne da macello”, puniti disumanamente, le guardie non hanno mezzi per insegnare, i ladri non sanno cosa imparare. Le guardi non diventano ladri e si arrendono. I ladri non diventano guardi e perseverano.

Di seguito l’aggiornamento sulle adesioni pervenute fino ad ora:

1. Catania Piazza Lanza
2. Alessandria San Michele
3. Carcere di Biella
4. Roma Rebibbia Nuovo Complesso
5. Carcere di Rimini
6. Carcere di San Gimignano (Siena)
7. Roma Regina Coeli
8. Napoli Poggioreale (maestosa)
9. Cagliari Buoncammino
10. Venezia Santa Maria Maggiore
11. Milano San Vittore 5° e 6° Raggio (circa mille detenuti)
12. Carcere di Asti
13. Carcere di Cuneo
14. Carcere di Ivrea
15. Carcere di Viterbo
16. Carcere di Forlì
17. Carcere di Trento
18. Genova Marassi
19. Bologna Dozza
20. Carcere di Rovigo
21. Carcere di Velletri
22. Carcere di Caserta
23. Carcere Montacuto (An)
24. Carcere Camerino (Mc)
25. Carcere Ascoli Piceno
26. Carcere di Parma
27. Carcere di Cosenza
28. Carcere di Salerno
29 Carcere di Benevento
30. Carcere Bellizzi Irpino
31. Carcere di Lecce
32. Carcere di Fossombrone
33. Carcere di Pesaro
34. Carcere di Sulmona
35. Carcere di Verona
36. Carcere di Oristano
37. Carcere di Sassari
38. Carcere di Nuoro