Le due facce di Beppe Grillo: contestatore o megafono politico? Economia, Società

Le due facce di Beppe Grillo: contestatore o megafono politico?
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Ecco il programma di Grillo e del suo Movimento 5 Stelle. Valutiamo contenuti, idee e finalità: ma siamo certi che non sia solo un “megafono mediatico”? La sua politica è in mano ad altri che la dirigono dall’alto?
Le due facce di Beppe Grillo: contestatore o megafono politico? 3

Beppe Grillo

Dopo tante polemiche, invettive e annunci verbali, anche radicali e sarcastici, ecco il programma politico di Beppe Grillo e del suo Movimento 5 Stelle. E’ utile verificare e commentare le proposte avanzate nel merito dei contenuti, delle idee e delle finalità che ne risultano.

Il  Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo merita attenzione e valutazione critica (razionale) per il consenso che riscuote, per la popolarità del suo leader, per le attese e le speranze che suscita in Italia. Il programma politico di Beppe Grillo e del Movimento 5 Stelle si trova sul Blog di Beppe Grillo: basta cliccare sul sulla voce “Programma”. Un intento di WEB partecipativo, che va però verificato nel suo reale funzionamento decisionale.

Prima di commentare il programma è opportuno verificare ciò che ormai molti, dentro e fuori del MoVimento 5 Stelle, vanno affermando:la Casaleggio Associati – società di comunicazione e di marketing digitale – che cura la gestione del blog di Grillo, la rete meetup, la comunicazione e la strategia in rete del MoVimento 5 Stelle, è solo uno strumento tecnico di comunicazione o ha un ruolo anche politico ed ideologico? Quali sono i rapporti della “Casaleggio associati” con soggetti del potere internazionale dominante, come ,ad es., Pepsico, Northrop Grumman, US Department of Tresury -il Dipartimento del Tesoro Usa-, Bnp Paribas, American Financial Group e JP Morgan, banca d’affari del gruppo Rockefeller. E poi ancora: Coca Cola, Bp, Barclaycard, Addax Petroleum, Shell, Tesco, Kpmg Llp, Carbon Trust, Unido (United Nations Industrial Development Organisation), London Pension Fund Authority (Lfpa)? (fonte Micromega).

Si tratta solo di illazioni infondate e strumentali o sono provate e documentate? Nel secondo caso, è necessario mantenere cautela e rigore rispetto alle dinamiche di Beppe Grillo e del suo MoVimento 5 Stelle.

Ancora, è vero o no che il movimento è proprietà di Grillo, come recita lo Statuto? Quale margine decisionale e politico hanno gli organismi dirigenti del movimento? Quali sono? E’ certamente contraddittorio che un movimento che si proclama aperto, partecipativo, innovativo venga poi diretto da un leader, anche mediatico, che ha molto di politico, essendo la politica una scienza complessa e decisiva che propone soluzioni strutturali. Sono questioni non marginali nel confuso panorama politico italiota.

Ma ammettiamo che il Movimento 5 Stelle sia autonomo, innovativo e democratico, quindi credibile ed onesto.

Con questa ipotesi – da verificare nei comportamenti, nelle azioni concrete e nelle alleanze – esaminiamo il programma del Movimento 5 Stelle, senza pregiudizi. E’ articolato in 7 capitoli:

Stato e cittadini
Energia
Informazione
Economia
Trasporti
Salute
Istruzione

Mancano il lavoro, la politica estera, la politica monetaria e finanziaria, la comunicazione orizzontale (altro da informazione) e la RAI, i Beni comuni, l’ambiente. Omissioni notevolissime, molto invise al capitalismo finanziario, bugiardo e guerrafondaio.

Nel capitolo Stato e cittadini si propongono misure che non toccano il nodo della lottizzazione partitica dello Stato, né il ruolo dello Stato costituzionale laico, pacifico ed antifascista, né il ruolo del Vaticano in Italia. Nulla si dice della politica estera di aggressione imperialista, della Nato, del riarmo, ecc. oppure della perdita di sovranità monetaria e della autonomia dello Stato verso FMI/UE/BCE, USA ed Israele. Si propongono misure minimali tendenti a correggere le conseguenze più aberranti del sistema dominante: eliminazione delle province e raggruppamenti dei comuni, misure moralizzatrici per i parlamentari corrotti o inquisiti, abolizione delle Authority ed altre simili “correzioni”. La Costituzione diventa materia di insegnamento (?!), non di applicazione  e rispetto cogente. L’abolizione del quorum nei referendum popolari e la pubblicazione preventiva delle proposte di legge per raccogliere “commenti popolari” sono accettabili.

Sull’Energia si propongono sistemi alternativi e bio-compatibili, ma riferiti solo a cittadini ed utenti singoli. Riduzione dell’impatto ambientale delle centrali termo-elettriche, e tecnologie che usino in modo più efficiente fonti fossili tradizionali (quindi carbone, petrolio,ecc.).Infine una serie di misure che promuovano l’uso di energie e fonti alternative , razionalizzando consumi e reti di trasporto.

Sulla Informazione si propongono misure antitrust per giornali e TV, l’accesso libero ad Internet, estensione dei sistemi WI-FI (senza alcun riferimento ai rischi di elettrosmog), un solo canale pubblico senza pubblicità, due canali ad azionariato diffuso derivanti dalla vendita di due canali RAI. Qui l’ignoranza del sistema è notevole: il monopolio anticostituzionale dei giornalisti (tanto vituperati da Grillo) non si tocca, la RAI – come servizio pubblico – viene marginalizzata, le rete pubblica di trasporto dei segnali è ignorata. Nulla si dice sul diritto a comunicare di popoli, cittadini, lavoratori, né sulla distribuzione delle risorse comunicative o sul ruolo delle emittenti comunitarie o sulla lottizzazione partitica dei Beni comuni.

Sulla Economia le misure proposte sono tanto superficiali e marginali, quanto irrealizzabili nel contesto economico attuale. Il bersaglio salvifico è quello dei dirigenti pubblici, il debito pubblico va ridotto limitando gli sprechi, come dice confindustria. Si propone l’abolizione dei “monopoli di fatto” – Telecom, Autostrade, ENI, ENEL, Ferrovie dello Stato, ecc. – Come? Privatizzandoli e frantumandoli? Nulla si dice sulla speculazione finanziaria, sul capitalismo finanziario, sul signoraggio bancario e l’appropriazione bancaria della moneta statale. Cioè sulle cause e sui mali della crisi attuale. Un programma neoliberista, rozzo ed evasivo che rafforza il sistema dominante, con qualche elemosina “popolare”.

Per i Trasporti  si propongono misure condivisibili di mobilità eco-compatibile (ad esempio uso di bici in città, trasporti pubblici su ferro, ecc.), blocco del ponte sullo stretto (già conquistato) e della TAV in Val di Susa. Misure di sostegno a pendolari e traffico locale. Ma qui i problemi sono di ben altra dimensione.

Per la Salute si propongono misure di rilancio del “servizio sanitario nazionale”, universale e gratuito. Misure riguardanti la distribuzione e vendita dei farmaci “vitali” per ridurre la spesa pubblica. Altre misure riguardano la informazione sanitaria in tutti i suoi aspetti: preventiva, curativa e successiva. Poi incentivazione alla Ricerca, eliminazione degli inceneritori, reato di strage per danni ambientali. Nessun cenno invece  alla speculazione privatistica e clericale su farmaci e case di cura.

Sulla Istruzione si propongono misure che appartengono alla cultura imprenditoriale italiana: l’inglese, Internet, abolizione del titolo di studio, integrazione Università/aziende, ecc. Misure fuorviani, che non toccano i problemi reali della scuola pubblica, i suoi contenuti, la cultura politica assente, ecc.

E’ senz’altro utile ed istruttivo che Grillo e il suo movimento abbiano finalmente esternato la loro cultura politica, le loro ideologia , le proposte che avanzano in campagna elettorale (saranno poi vincolanti per i candidati grillini o evadibili, come per i partiti tradizionali?).

A mio avviso si tratta di una cultura politica debolissima e “continuistica”, molto povera e fuorviante. Non c’è nulla di radicale, né di alternativo: poco o nulla delle soluzioni vere che servono al Paese. E’ questo che dovevamo aspettarci dalla sue crociate mediatiche, anche intelligenti e condivisibili? Peraltro Grillo è un comico, non un politico, come egli stesso dichiara e dimostra.

Rispetto alla proposte del programma, può ancora dire Grillo che “tutti i partiti sono uguali”? Non vi sono partiti, anche liberisti, che non hanno problemi a sostenere le sue proposte? Non sono alleati possibili? Il programma sembra scritto da altri, non da Grillo che in questi anni ha tuonato in modo radicale contro partiti e nefandezze del sistema. E’ come se dopo aver sparato cannonate al vento in tono minaccioso, nel momento di assaltare la roccaforte del nemico, sempre più debole, si affida ora alla fionda per abbatterla.

Anche chi ha poca dimestichezza con la politica, credo si aspettasse ben altro da Grillo e dal suo movimento. Perciò rimango molto deluso leggendo questo programma. Speravo ben altro,  nell’interesse del Paese. E’ forse una prova che il comico genovese è solo un megafono mediatico, mentre la sua politica sta in mano ad altri che la dirigono secondo i loro interessi di sempre?


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