L’unione Usa piú difficile di quella europea




L’Europa soffre ma l’America non sta affatto meglio: in confronto agli Usa, il Vecchio Continente potrebbe anche permettersi di attraversare di peggio e alla fine rialzarsi
L’unione Usa piú difficile di quella europea 1

Stati Uniti ed Europa

A scrivere questo articolo e fare le seguenti riflessioni è mio figlio Yuri Serafini, che studia economia all’Universitá Bocconi di Milano.

Chi afferma che l’Unione Europea rischia di sgretolarsi per la crisi dell’euro, non ha in mente la formazione degli Usa. Con uno sguardo al passato si potrebbe dire che, in confronto agli Usa, l’Europa potrebbe anche permettersi di attraversare di peggio e, alla fine, avere successo.

Dopo l’indipendenza, i vari stati americani dialogarono tra di loro per oltre 80 anni, attraversando crisi, scandali ed una guerra civile. In quel periodo gli Stati Uniti erano ben poco uniti, con sistemi politici incompatibili tra stati ed identitá locali completamente diverse.

Quando si afferma che l’Unione Europea é stata strutturata male, si dimentica che una volta ottenuta l’indipendenza, il primo tentativo di formare un governo degli Stati Uniti è fallito miseramente. La prima Costituzione, chiamata “Articoli della Confederazione,” diede precedenza alla sovranitá degli stati, con un debole governo federale incaricato di stabilire politiche in comune. Ogni stato aveva una sua costituzione, un suo corpo legislativo, una sua zecca e politica monetaria. Insomma, erano meno uniti dell’Unione Europea pre-euro.

Con lo scoppiare della rivoluzione francese, gli Stati Uniti persero la Francia come il loro unico alleato europeo e l’Inghilterra riuscí a smantellare l’economia americana pezzo per pezzo. Inoltre, con lo spostamento di truppe inglesi lungo il confine canadese, venne minacciata addirittura la stessa indipendenza degli stati americani.

Con il pericolo di perdere l’indipendenza, gli Usa riuscirono peró a sostituire gli articoli della confederazione, introducendo l’attuale Costituzione, con un singolo esecutivo ed un singolo congresso legislativo, entrambi subordinati ad una corte suprema. Questo seppur ciascun Stato abbia mantenuto la sua costituzione, leggi e legislatura, a patto che non fossero in conflitto con quelle del governo federale.

La decisione di formulare una Costituzione non fu presa senza conflitti. Gli stati piú piccoli, come Connecticut, Massachusetts e Rhode Island, erano terrorizzati dall’idea di un forte governo centrale. Dal loro punto di vista, un tale governo sarebbe stato sotto il controllo degli stati piú popolosi come Virginia e Pennsylvania. Per far fronte a questi timori si arrivó al “Gran Compromesso”, accordandosi su due rami della legislatura (chiamata “Congresso”): l’aula dei Rappresentanti ed il Senato.

Il numero dei deputati o “Representatives” venne stabilito interamente in base alla popolazione di ciascun stato, mentre per il senato, ogni stato aveva il diritto a due senatori, a prescindere dalla popolazione. É interessante notare che in Europa – assieme al Parlamento Europeo, dove i paesi sono rappresentati in proporzione ai loro abitanti – il Consiglio dell’Unione Europa, ovvero l’ente che formula le leggi su cui vota il Parlamento, é equivalente al senato americano, poiché ogni stato membro ha diritto di nominare un solo rappresentate (il Consiglio dell’Unione Europea non va confuso con il Consiglio Europeo, che é l’incontro tra i capi di govreno degli stati membri).

La critica rivolta ai membri di gran parte delle istituzioni Europee di essere puri burocrati e/o tecnici dimentica che prima delle riforme del presidente Andrew Jackson (1829-37), anche i senatori del governo federale Usa venivano nominati dalle legislature dei loro stati di provenienza senza ballottaggio popolare.

Si potrebbe affermare che i paesi europei siano troppo diversi tra loro per essere paragonati agli Stati Uniti, ma non era cosí nel 1812 quando l’intervento americano nelle guerre napoleoniche fu visto dagli stati mercantili del nord come un’inutile guerra contro l’Inghilterra. Infatti, quando gli Stati Uniti tentarono varie volte di invadere il Canada, i battaglioni del nord non permisero all’esercito Usa di avanzare. Questi si fecero addirttura da parte permettendo agli inglesi di occupare Washington e darle fuoco. L’unica vittoria contro gli inglesi avvenne nel sud, a New Orleans, dove la guerra era sostenuta con piú vigore.

Il potere del governo federale continuó a crescere a spese degli stati, ma solo dopo la guerra civile si incominció a parlare degli Stati Uniti come un’unica nazione e non una collettivitá di stati indipendenti. Per arrivare a quel punto occorsero oltre 80 anni.

In confronto, l’euro dopo nemmeno 13 anni di vita, puó essere giustificato per non essere ancora perfetto. Gli Stati Uniti hanno impiegato lo stesso periodo solo per abrogare gli Articoli Di Confederazione a favore dell’attuale Costituzione.

Fino alla guerra civile, gli stati Usa erano consapevoli di quanto sarebbero stati deboli se si fossero trovati da soli contro il resto del mondo. Quando gli stati del sud spinsero per la secessione, lo fecero in gran parte perché credevano che le loro economie (basate sull’esportazione del cotone) fossero talmente importanti che il resto del mondo non avrebbe avuto altra scelta che schierarsi con loro.

Oggi, individualmente le economie europee – conclude Yuri Serafini – sono piccole in confronto a Usa e Cina, ma unite riescono a creare il mercato economico col Pil piú elevato del mondo. Non é quindi una soluzione uscire da questa crisi meno uniti, anzi, basandosi sul precedente storico americano: l’Europa dovrebbe uscirne piú unita che mai.