Città alle multinazionali: aveva ragione Robocop Mondo

Città alle multinazionali: aveva ragione Robocop
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Come Delta City e la trama del film, in Honduras 4 città saranno presto di proprietà dei grandi gruppi privati
Città alle multinazionali: aveva ragione Robocop 3

Robocop ha “preofetizzato” città privatizzate

Robocop è stato profetico: e dalla finzione alla realtà il passo più clamoroso si è compiuto. Il governo honduregno ha dato il via libera alla costruzione di quattro «città dello sviluppo». Un nome avveneristico che nasconde una novità assoluta. Almeno nel mondo reale. Il cinema l’aveva prevista da anni, tratteggiandola come un incubo.

Nella saga cult Robocop, “il futuro della legge”, era l’intera Detroit a finire, per debiti, in possesso della multinazionale Ocp. Il perfido Dick Jones tirava le fila nel solo interesse del profitto, precipitando la città in uno scenario oppressivo ed oscuro nel quale la sola speranza dei cittadini era il poliziotto cyborg. Robocop appunto.

Programmato per proteggere e difendere nel solo nome della legge lo fa in maniera assoluta. E diventa il nemico dell’Ocp. Che gli oppone un altro cyborg da incubo.

In Hondurans stanno per nascere quattro città che nascono direttamente per essere proprietà delle multinazionali americane. Non è la Ocp, ma la MGK. Centri urbani privati, del tutto autonomi in materia fiscale, di sicurezza, sanitaria e giudiziale. Il prezzo della compravendita di un pezzetto di Honduras è 15 milioni di euro. Soloper la prima città. Che, per inciso, dovrebbe sorgere nell’area abitata da una popolazione indigena che non ne vuol sapere.

Un’iniziativa contro la quale è insorta l’opposizione, che la denuncia come una rinuncia esplicita alla sovranità nazionale. Il presidente del parlamento di Tegucigalpa, Juan Hernandez, ha infati annunciato che il gruppo americano MGK investirà 15 milioni di dollari per cominciare a costruire la prima di queste città, nei dintorni di Puerto Castilla, sulla costa caraibica, e sarà vasta mille chilometri quadrati, come del resto le altre tre in progetto.

Per permettere il lancio di questi progetti , la Costituzione honduregna è stata modificata l’anno scorso per includere un articolo nel quale di specifica che le nuove agglomerazioni «saranno soggette al governo nazionale in tutte le questioni relative alla sovranità, la difesa nazionale, gli affari esteri ed elettorali, cos come l’emissione di documenti di identità e passaporti».

Questo significa, per eliminazione, che in materia di tasse, sicurezza pubblica, politica sanitaria e giustizia si tratterà di enclave autonome all’interno del territorio dell’Honduras, cosa che secondo l’opposizione mette in evidenza la fragilità sociale ed istituzionale del paese, ancora traballante dopo il colpo di Stato del 2009.

«Stiamo parlando di protettorati in mano alle corporazioni multinazionali, con lunghe code alle porte, come in Palestina, formate da gente che va a lavorare, o semplicemente vuole muoversi liberamente», ha detto Edmundo Orellana, ex ministro della Giustizia, in dichiarazioni al giornale La Prensa.

Il controverso progetto ha destato anche preoccupazione nella comunità dei Garifuna, popolazione di origini africane, caraibiche e arabe – che vive nella regione dove si intende costruire la prima «città modello»: «Quel territorio appartiene ai Garifuna, e non può essere consegnato a capitali stranieri, è un gesto di colonialismo puro», ha dichiarato Miriam Miranda, presidente dell’Organizzazione Fraterna Nera dell’Honduras.

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