Catalogna in marcia per l’indipendenza Mondo

Catalogna in marcia per l’indipendenza
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Un milione di persone in piazza per staccarsi dalla Spagna. “Tutto si è svolto con calma”, ha riferito la polizia. E anche il Barcellona prepara la nuova maglia
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la marcia per l’indipendenza della Catalogna

L’11 settembre in terra catalana è una “Diada” diversa. Per milioni di cittadini della Catalogna, raggiunti dal tam tam su social network, radio e tv locali dagli inviti a partecipare alla giornata di festa della regione autonoma spagnola, questa è la festa di una nazione. Che ora sembra aver trovato anche la sua nazionale di calcio, visto che la seconda maglia del Barcellona, per la prima volta, adotta per la stagione 2012-’13 i colori catalani.

A chiarire il significato politico delle manifestazioni dell’11 settembre catalano, ieri, il Presidente della regione di Barcellona, Artur Mas: “Domani molti compatrioti manifesteranno a Barcellona. Il mio cuore è con voi. Perché in fin dei conti che siano voci in favore del patto fiscale, per lo stato autonomo, per il rispetto che meritiamo come nazione pacifica e democratica, per la nostra dignità, tutte queste voci vanno nella stessa direzione: più giustizia e più libertà per la Catalogna!”.

Era dal luglio 2010 che in Catalogna non si ascoltavano parole di questo tenore. Allora migliaia di catalani erano arrivati a Barcellona per manifestare contro le sforbiciate del Tribunale Costituzionale spagnolo allo Statuto d’Autonomia della Regione, approvato quattro anni prima da Parlamento catalano, spagnolo, e da un referendum popolare locale. A riportare in auge le correnti indipendentiste, la crisi economica: la Catalogna ha chiesto recentemente 5 miliardi di euro a Madrid per onorare i bond in scadenza.

I politici locali però hanno subito fatto a gara nelle dichiarazioni che rivendicavano l’autonomia della Regione da Madrid, su cui sono state anzi rigettate le colpe del ‘buco’ da 42 miliardi di euro. Un debito, quello della Catalogna, maturato in pochi anni, dopo le fantastiche Olimpiadi di Barcellona ’92. Con il graduale rallentamento della crescita economica, fino agli ultimi mesi di recessione, la Catalogna a luglio scorso ha chiuso i rubinetti dei salari dei dipendenti di ospedali e case di riposo, ha tagliato gli stipendi ai dipendenti degli enti locali, ha introdotto una tassa di un euro per ogni prescrizione medica. Ma non è bastato.

Ad ascoltare le richieste di indipendenza da Madrid, il club di calcio più forte al mondo, il Barcellona, che nella prossima stagione indossera’ la ‘senyera’, la bandiera catalana a strisce gialle e rosse. Se la prima tenuta sarà la tradizionale casacca azulgrana, la seconda sarà un’inedita ‘equipacion’ a strisce verticali gialle e rosse che riproduce la bandiera catalana. Un fatto senza precedenti, che segue perlatro i passi compiuti da altri club. Real Madrid, Valencia, Levante, Malaga e Athletic Bilbao nella seconda maglia, esibiscono i colori nella regione di appartenenza. Ma per i catalani questa non è la maglia di una Regione ma di una nazione.


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