Venti di guerra tra Siria e Turchia

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La Siria da più di un anno e mezzo è la protagonista, suo malgrado, delle cronache del Medio Oriente. Oltre alla sanguinosa guerra civile che si sta combattendo tra le forze governative di Assad e i suoi detrattori, in questi ultimi giorni rischia di entrare in un conflitto con la confinante Turchia. Motivo degli scontri è la morte di alcuni civili turchi colpiti da armi siriane.

Giorni fa furono uccisi cinque civili turchi, sotto i colpi provenienti dal territorio siriano. La risposta del governo turco, per bocca del primo ministro Erdogan e di alcuni membri dell’esecutivo, non si è fatta attendere. Forte dell’appartenenza alla Nato, la Turchia ha fatto subito appello alla comunità internazionale affinché si avvii un’azione bellica contro Damasco.

Sebbene il rischio di un conflitto armato tra Siria e Turchia non è ancora concreto, altri episodi pericolosi sono avvenuti alla frontiera, come lo sparo di alcune cannonate e di mortaio che soltanto la buona sorte non ha trasformato in altre vittime turche.

Questi episodi sono solo gli ultimi di una vicenda pericolosa che si trascina da molti mesi, e che ha trasformato la Siria in un terreno di violenze e violazioni dei diritti umani. La comunità internazionale non sembra voler replicare l’intervento in Siria dello scorso anno, sotto le vesti dell’Onu, per ragioni non ufficialmente spiegate ma intuibili: questo paese non ha un territorio ricco di giacimenti petroliferi!

La situazione siriana si prospetta ancora a lungo instabile e necessiterà di un’attenzione ben più forte di quella attuale.