L’Africa e il triste fenomeno del land grabbing Economia, Mondo

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L’Africa e il triste fenomeno del land grabbing
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L’Africa e il triste fenomeno del land grabbing 4L’Africa è la terra che più di tutte fa parlare di sé, ma soltanto in chiave negativa. La storia recente che proviene dalla decolonizzazione e le difficoltà economiche, aggravate dall’instabilità politica di molti Stati, è costellata da crudeli guerre e alti tassi di mortalità, specialmente tra i più piccoli.

Una nuova forma di colonialismo cui è soggetto il continente nero è il cosiddetto land grabbing, ossia l’acquisto di grandi superfici di terreni da parte di privati o addirittura di Stati.

Ciò che espone maggiormente il territorio africano all’acquisto massivo dei terreni, che dovrebbero essere destinati ai locali per rafforzare le economie agricole e dar loro da mangiare, è la mancanza di regole che gli stessi Stati non riescono a imporre. In questo modo, le grandi somme di denaro provenienti dall’estero servono a placare momentaneamente la fame degli africani, togliendo però loro il futuro.

Tra gli Stati che maggiormente praticano il land grabbing c’è la Cina. Paese con una forte disponibilità di denaro e alla ricerca di superfici coltivabili per sfamare il quasi miliardo e mezzo di cinesi, ha di fatto colonizzato intere estensioni africane.

Il land grabbing è la faccia “cruda” della globalizzazione, quella che non conosce regole e si piega alle leggi del mercato senza calcolare le conseguenze sull’umanità. In tempi di forte crisi economica, il rischio che gli Stati africani fiaccati dagli scarsi aiuti ricevuti dalla cooperazione internazionale si pieghino alle dinamiche del land grabbing è altissimo.

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