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Obama e la nuova sfida del secondo mandato
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Incamerata la vittoria del 6 novembre che lo ha confermato Presidente degli Stati Uniti per altri quattro anni, Barack Obama si trova sul tavolo una serie di questioni da affrontare nel più breve tempo possibile, pena la fine del sogno americano, già disturbato dagli incubi di una crescita economica flebile e dallo spettro del fiscal cliff.

Il secondo punto è quello da scongiurare entro la fine del 2012, con l’essenziale collaborazione dei Repubblicani, che dominano la Camera dei Rappresentanti. Se entro il 31 dicembre l’amministrazione Obama non riuscirà a fissare nuove regole per il debito pubblico, in costante aumento, entreranno automaticamente in vigore dei tagli alla spesa pubblica che porterebbero l’economica federale al tracollo. Il dialogo con gli avversari repubblicani rischia di diventare uno scontro su due visioni opposte dell’America: quella più equa di stampo obamiano che tende a un maggior livellamento sociale, e l’altra conservatrice determinata a dare meno spazio allo Stato e più all’intraprendenza individuale.

Obama e la nuova sfida del secondo mandato 4Di altro genere, invece, è la grana che in questi giorni si trova tra le mani Obama, con le dimissioni del capo della Cia Petraeus, ex generale della guerra in Afganistan, travolto da uno scandalo sessuale che rischia di ingigantirsi, in seguito a nuove rivelazioni e indiscrezioni.

Obama, quindi, non dovrà attendere il termine dei famosi “primi 100 giorni”, che si danno ai nuovi capi di governo e di Stato per mettere alla prova le promesse della campagna elettorale, se non vuole trasformare il suo quadriennio alla Presidenza degli Stati Uniti come un periodo di polemiche e stallo politico.

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