Un anno fa moriva la Seconda Repubblica

Un anno fa moriva la Seconda Repubblica 1Un anno fa si sgretolava la Seconda Repubblica, con la clamorosa decisione di Silvio Berlusconi di dimettersi da Presidente del Consiglio, lasciando il posto al governo tecnico guidato da Mario Monti. Esattamente in questi stessi giorni di novembre, ma del 2011, un quadro politico che aveva caratterizzato gli ultimi venti anni si dissolveva sotto i colpi dello spread e dei continui appelli di Napolitano a cambiare governo.

Nelle ancora miti serate romane, tra i palazzi del potere si consumava l’ultimo dramma del Cavaliere, con summit tra avvocati, deputati e consulenti prima che costui decidesse di salire al Colle per rassegnare le dimissioni. Poco dopo le televisioni di tutto il mondo erano puntate sul Quirinale, dove sfilavano i capigruppo dei partiti per indicare Mario Monti come la persona capace di “traghettarci” fuori dall’inferno del default.

Alcune immagini rimarranno delle icone di quelle giornate. Prima fra tutte la riunione in massa di migliaia di concittadini davanti al Quirinale, non certo con intenti acclamatori ma per scagliarsi contro colui che, a detta degli stessi, aveva ridotto il Paese in quelle condizioni: Silvio Berlusconi. Come emblematico fu il coro di applausi e incitamenti a Mario Monti, che poco dopo varcava lo stesso portone per ricevere l’incarico di premier.

È passato soltanto un anno, ma in realtà sembra trascorsa un’intera generazione politica. Negli ultimi dodici mesi, infatti, è caduto il monopolio leghista di Bossi, altri simboli del berlusconismo imperante come Emilio Fede sono già nel dimenticatoio e il Movimento 5 Stelle rischia di diventare la principale forza politica.

Spesso la storia ha delle accelerazioni improvvise, e un singolo anno può significare la fine di un’era politica.