Acciaio, un film realista Film & TV

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Acciaio, un film realista
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Acciaio, un film realista 4Non c’è film più attuale per parlare degli operai, troppo strumentalizzati in questo periodo di crisi economica e di manovre “tecniche”, ma poco tutelati. Il nome, Acciaio, è evocativo della realtà industriale di Piombino, dove l’economia ruota attorno alla grande acciaieria. Il film riprende l’omonimo romanzo scritto dalla giovane Silvia Avallone, premiato con il Premio Campiello Opera Prima.

Acciaio è in uscita in questi giorni nei cinema italiani e racconta la realtà di due ragazze che affrontano la difficile sfida adolescenziale, in un contesto sociale fatto di fatiche quotidiane e scandite dalle sirene dell’acciaieria. Anna e Francesca sono le protagoniste. La prima patisce l’assenza di suo padre che è lontano per cercare una nuova occupazione. Francesca, invece, intraprende una relazione amorosa con un operaio della Lucchetti più grande di lei. Sullo sfondo il degrado di una società locale che ha perso i pochi valori che la tenevano in piedi, come la lotta per migliori condizioni di vita e la solidarietà.

Chi si appresta a vedere un film tratto fedelmente da un libro che lo ha segnato, nel bene o nel male, solitamente rimane deluso. Non è il caso di Acciaio, come non lo è stato per altre pellicole quali Gomorra o la Solitudine dei numeri primi: tutti esempi di giovani scrittori che, seppur su fronti diversi, raccontano un’Italia in declino, con il nobile tentativo di resuscitarla da una fine tragica.

Acciaio è diretto da Stefano Mordini e vede la partecipazione di attori di primo piano nel panorama cinematografico italiano, come Michele Riondino e Vittoria Puccini.

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