Raid a Gaza, le ragioni di una guerra Mondo

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Raid a Gaza, le ragioni di una guerra
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Raid a Gaza, le ragioni di una guerra 4Il surriscaldarsi della situazione in Terra Santa, sembra ripetere l’ennesimo copione messo in scena quando si avvicinano le scadenze elettorali in Israele. Dopo l’operazione Piombo fuso del 2008 che causò più di mille vittime, ora è stata l’uccisione del capo di Hamas, da parte delle truppe con la stella di David, a dar fuoco a un pagliaio di odi e risentimenti che si protraggono da decenni. La comunità internazionale, dietro alla maschera di allarmismo e con i continui appelli dell’Onu per il cessate il fuoco, assiste inerme a un nuovo capitolo della questione infinita tra Israele e i palestinesi di Gaza.

In queste ore l’escalation di guerra sembra non arrestarsi. Allo sparo di alcuni razzi che hanno sfiorato le città di Tel Aviv e Gerusalemme, l’esercito israeliano sta rispondendo con bombardamenti aerei sui luoghi strategici della Striscia di Gaza. Intanto girano voci di un possibile attacco di terra, supportate dal richiamo di migliaia di riservisti israeliani.

Non è difficile associare l’evolversi degli scontri con l’appuntamento elettorale in Israele del prossimo anno, quando si dovrà rinnovare il Parlamento. L’attuale premier Netanyahu è in cerca in consensi, non potendoli trovare al di là dell’Atlantico, visto lo scarso feeling personale con il Presidente Barack Obama. La situazione è ancor più contorta con l’Egitto, il cui nuovo leader Morsi ha deciso di aprire tutti i valichi di frontiera con la Striscia di Gaza, per consentire ai palestinesi di sfuggire alla guerra.

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