E la chiamano estate, la pietra dello scandalo targata Isabella Ferrari Film & TV, Gossip

E la chiamano estate
E la chiamano estate, la pietra dello scandalo targata Isabella Ferrari
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E la chiamano estateIsabella Ferrari ci regala, in ogni pellicola o spettacolo teatrale, la sua intramontabile bellezza unita al talento di un’attrice ormai affermata. E qualche polemica, come quella suscitata dalla pellicola E la chiamano estate, durante il Festival del Film di Roma, per la regia di Paolo Franchi, con le esplicite scene di sesso di una donna non più giovane.

I più maligni hanno intravisto nella colonna sonora, con l’omonima canzone di Bruno Martino, l’unico valore artistico apprezzabile.
La trama parla di un uomo, Dino, che vive un difficile rapporto con il sesso, e quindi con la compagna Anna, a causa di alcuni traumi infantili. Incapace di amare Anna, ma allo stesso tempo dipendente da una sessualità “facile” con prostitute, Dino pensa di coinvolgere l’amante in storie con altri uomini, nell’improbabile tentativo di soddisfarla dell’amore non datole. Quando l’uomo riuscirà a risolvere i suoi complessi, il tempo per rimediare con Anna sarà scaduto.

Fin qui il filone del film. Ciò che ha sdegnato il pubblico è stata la scontata ripetitività dei rapporti sessuali, sconfinanti per taluni nell’indegno. Il film, con il nobile tentativo di superare una filmografia italiana troppo scontata e smielata, ha finito per scadere nell’ovvietà e, a detta dei critici, in dialoghi non propriamente coinvolgenti.


E la chiamano estate, bisogna dargliene atto, è la prima pellicola capace di suscitare scalpore dopo un lungo periodo di monotonia cinematografica. Noi consigliamo di vederlo, dato che è nelle sale italiane già da alcuni giorni!

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