Renzi e Bersani: il confronto tra due modi di concepire la sinistra Società

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Renzi e Bersani: il confronto tra due modi di concepire la sinistra
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Renzi e BersaniDomenica 2 dicembre ci sarà il “secondo tempo” delle primarie indette dal centro-sinistra, il cui esito indicherà la nuova leadership in vista delle elezioni politiche del prossimo anno. Al ballottaggio andranno l’attuale segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani, forte di un 44% di consensi ottenuto al primo turno, è l’attuale sindaco di Firenze Matteo Renzi che ha raccolto circa il 36% dei voti in tutto il Paese. Lo scontro di domenica è anche tra due visioni differenti della politica progressista.

Dopo l’affluenza in massa del popolo del centro-sinistra, presso migliaia di gazebo e sezioni in tutta Italia, si è visto un risultato buono, per taluni al di sopra delle aspettative, di Matteo Renzi.

Ciò che ha colpito è l’affermazione del “ragazzaccio fiorentino” nelle cosiddette regioni rosse, quelle realtà da decenni guidate da schieramenti di sinistra, come Umbria e Toscana. La linea di Bersani, invece, ha vinto prevalentemente al sud e nelle grandi città.

C’è da scommetterci che tra i sostenitori di Renzi ci siano molti giovani, stufi dei vecchi apparati che non hanno abbandonato l’attuale leadership del Pd, e desiderosi di vedere una sterzata netta nella guida della sinistra in Italia.

Il programma del sindaco piace anche al di là dello schieramento progressista, con ricette per il mercato del lavoro e della crescita più moderate rispetto alla visione “tradizionalista”, improntata anche all’ascolto della Cgil. Questo è certamente un punto di forza ma anche un motivo di critica da parte degli elettori, che vedono in Renzi un uomo troppo fuori dai ranghi della sinistra. Insospettiscono, a riguardo, le parole di apprezzamento di Berlusconi, certamente non filo-progressista.

Bersani, invece, non a torto è stato definito un uomo dell’apparato del partito. Dalla lunga storia politica che parte dalle prime esperienze politiche locali, è giunto ai massimi incarichi di governo. Proveniente dall’ex partito comunista, raccoglie in sé gli ideali della sinistra classica.

Due visioni del futuro, insomma, sostanzialmente diverse ma tutte sotto l’ombrello del Partito Democratico. Ci si chiede cosa succederà se Bersani verrà confermato dalla sua base elettorale: Renzi cederà alla tentazione di formare una sua compagine politica? Ma questa è, davvero, un’altra storia!

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